Quali sono le origini del ritratto?

I ritratto affonda le sue radici nell'antico Egitto dove venivano realizzate figure dalla fisionomia generica con l'intenzione di rappresentare un personaggio particolare oppure figure ad indicare una categoria sociale e si arriva ai ritratti fisiognomici solo in certe fasi dell'antico regno (lV dinastia) e del nuovo regno (XVIII dinastia) destinati soltanto al faraone e ai suoi familiari.
Furono dipinti anche ritratti a encausto che ci resta la testimonianza di quelli dei secoli II e III d.c rinvenuti nel Fayyūm.

Il ritratto individuale, ispirato dall'esigenza di un approfondimento psicologico nei tratti personali si affermò in Grecia nel IV secolo a.c con Lisippo in un primo momento relativamente alla corte di Alessandro Magno per poi estendersi a uomini di stato,poeti,filosofi ecc con sculture destinate alla celebrazione pubblica.

L'incisione sulle monete di ritratti dei sovrani è del periodo ellenico e questa usanza c'è ancora oggi.
I romani appresero l'arte del ritratto dal loro passato quindi dagli etruschi e dai greci a scopo onorario, religioso privato per il culto degli antenati e funerario. Nel corso del periodo romano i ritratti hanno avuto un'evoluzione stilistica non lineare come quelli greci e quindi venivano realizzati ritratti realistici e non. Nella tarda antichità si arrivò alla fine del ritratto "fisiognomico" per tornare a quello "tipico" come nei ritratti imperiali (Costantino, Costanzo II), di papi e di santi ecc.
Nel XIII secolo torna l'interesse per la fisionomia individuale con la statuaria anche per l'uso di calchi dai volti dei defunti nella modellazione dei monumenti funerari. Il ritratto in pittura ricompare soltanto all'inizio del XIV secolo in ambiente signorile. Dal XV secolo si diffonde in ambito di corte e di borghesia in quanto è destinato non solo ad uso ufficiale ma anche ad uso laico e privato. Con i fiamminghi si amplia la visione del ritratto a figura intera e la posa anche di tre quarti.
La ritrattistica si afferma in Italia in un primo periodo all'interno di scene raffigurate ad affresco (Masaccio, B.Gozzoli, Ghirlandaio ecc) poi il ritratto su tavola, di profilo o di tre quarti. Il ritratto scultoreo a metà del Quattrocento è più biografico che psicologico a Firenze mentre nelle corti (Mantova, Ferrara, Urbino) ha lo scopo di celebrare il signore con il suo potere e la sua ricchezza.
Il ritratto nel corso del tempo si sviluppa e si modifica secondo le metamorfosi degli stili e con i cambiamenti di mentalità dei committenti.
Nei miei ritratti all'accademia mi sono inspirata ad un pittore inglese di origine tedesca Lucian Freud, in particolar modo mi aveva colpito il dipinto "Riflesso-autoritratto" che mi trasmetteva una notevole forza introspettiva e una grande intensità unita a quei suoi colori impastati così corposi ed espressivi.
Durante gli anni passati in bottega le mie influenze sul ritratto mi sono arrivate dal Rinascimento, in modo particolare da Leonardo da Vinci.
Il mio primario interesse è tornato per i disegni , i bozzetti preparatori che mentre in accademia cercavo l 'istinto della mia espressione più autentica catturando la naturalità delle pose dal vivo dei modelli, qui cercavo di sentire la raffinatezza e la cura dei tratti, sviluppare un qualcosa che mi avrebbe portato oltre verso una maggiore e vasta apertura.

Disegno

L'impasto dei colori delle maniere antiche, lo scoprire qui un gruppetto di vecchi pastelli, là un piccolo ritratto lasciato in mezzo a statuette e gessetti mentre intorno c'erano sentori di mille cose ancora da vivere colme di storia vissuta e soprattutto ricche di arte mi ha passato un nutrimento così colmo di valore che ha tracciato il mio percorso in modo indelebile.
Oggi realizzo i ritratti su commissione per un esigenza di valore, è avere un'opportunità importante per poter riportare me stessa attraverso l'altro che non è mai separato da me ma un unicum insieme al tutto.
Ritrarre è conoscenza tramite il volto della persona con il suo vissuto, le sue emozioni, la sua sensibilità e le sue caratteristiche.
È avere la possibilità di cogliere uno stato d'animo che è unico intriso di tutto quello che una persona è, quindi diventa un qualcosa che non si ripeterà più, per questo motivo lo considero come un'opportunità preziosa.
Per una necessità di studio approfondito che mi richiede il tempo opportuno per maturare la mia sensazione del soggetto da ritrarre preferisco lavorare da foto (possibilmente ad alta risoluzione ) e le tecniche che uso sono la pittura ad olio su tela oppure a disegno con grafite su carta.

Galleria ritratti: